killustrator (ode a freehand)
un bell’articolo su Creative Review mi ha fatto pensare alla pluriennale querelle Freehand/Illustrator che rievoca la antica Xpress/Pagemaker: mi piacerebbe sapere cosa pensate di questo dualismo e come lo vivete.

Con Freehand (e Photoshop) abbiamo lavorato per più di dieci anni, ora dopo ora stupendosi quasi quotidianamente per le nuove cose che riuscivi ad elaborare.
Adobe compra Macromedia qualche anno fa e, fin da subito, è chiaro che il destino di Freehand è segnato.
Malgrado non sia più aggiornato il ragazzo però si difende a denti stretti grazie ad una essenzialità e versatilità che il fratellastro viziato non ha: il parente in questione è ovviamente Illustrator e, a conferma di ciò, con la versione CS4 vengono introdotte funzionalità invocate a gran voce da tutti coloro che Adobe stava invitando/costringendo alla migrazione: su tutte la possibilità di gestire più pagine in un documento e l’insostituibile “incolla dentro”.
Da qualche mese ormai ci siamo imposti di usare sempre più Illustrator e InDesign, bei programmi, potenti, rigorosi, ma c’è un sapore di fondo diverso, manca quel senso di libertà che solo Freehand ti dava: un logo, lì, non era solo disegnato, prendeva forma, cresceva come se lo strumento contribuisse allo sviluppo di nuove prospettive. E lo faceva.
Questione di pelle, per questo io quell’icona verdolina dal dock non ce la tolgo.
sfoglia il catalogo crust fw009
il nuovo catalogo fallwinter009 di crust scattato, come già detto, nel dicembre scorso a Parigi coi parkour.
Agenzia almagreal, creative direction + graphic design + photo retouch by michbold, copy almagreal

