all’avanguardia della stronzaggine

l’audi Q7 è una macchina splendida, un concentrato di tecnologia e alto design (neanche poi tanto concentrato visto che è lunga come un carro funebre e alta come un camper).
I proprietari delle audi Q7 sono dei barbari, un concentrato di arroganza e inciviltà, indistintamente, senza appello, con l’aggravante del color nero.
(le foto sotto sono state scattate ieri sull’aiuola del parcheggio in via Virgilio)



la seconda natura delle cose

Maurizio Santucci purtroppo lo conosco poco di persona, ma so molto di più della vita dei suoi personaggi che vado spesso a visitare sul suo blog e sui link che segnala.

Venerdi inaugura una mostra,
M I L K  G O N E  B A D,
la nuova serie di  lampade da collezione
nate dall’incontro delle due differenti realtà artistiche.
Spunto di riflessione del progetto è l’ambiguità delle merci
che spesso nascondono una seconda natura.
Le lampade, a metà strada tra i “toys” e l’oggetto d’arredamento,
sono  fatte come un packaging del latte; ognuna è un soggetto della serie;
quando la luce si accende appare il reale contenuto del prodotto:
un sorprendente mondo immaginario di muffe.

Inaugurazione della mostra
GINGER ZONE
ore 21 venerdì 28-03-08
P.zza Togliatti  Scandicci  Firenze
info: 055/2593933
info@gingerzone.net

pensieri sparsi in pineta

camminando sul viale Capponi in pineta a Viareggio senti uno sferragliare ritmico di un mezzo di locomozione che non ho mai visto da altre parti, il grillo, un affare basso a tre ruote con un volante che viene mosso dalla spinta avanti e indietro delle gambe di foggia estremamente artigianale e di cui non ho trovato tracce sul web, ma di cui mi piacerebbe conoscere l’origine.

incrocio il candidato sindaco dei DS, tale Palestini, e poi lo ritrovo alcuni minuti più tardi a fine viale Capponi, quasi sulla via Vespucci che, prima di concedersi ad una telecamera, si cambia il giubbotto e infila quello giallo che indossava sui manifesti e santini e che mi aveva subito messo una certa tristezza, ma che forse ha eletto a suo simbolo o feticcio, tipo il cappotto di Mourinho. Tristesse.

ci sono i cartelli elettorali in pineta, ancora spogli, tanti buchi di assi di legno in mezzo a poster bruttissimi, ma ce n’è uno splendido in cui campeggiano stile figurine una trentina di facce che quel partito propone come consiglieri, mi avvicino e cerco di riconoscere volti conosciuti in mezzo a foto di sorrisi illuminati da una flashata impietosa. Qualcuno lo riconosco, mi stupisco per alcuni, mi schifo per altri, mi metto a ridere per la headline della campagna che presuppone il voto di preferenza per le lezioni nazionali (?), mi chiedo come si mettano assieme persone così diverse, quale valore condiviso stia dietro il loro impegno e come mai gente che sa esprimersi con proprietà di linguaggio possa non accorgersi di quanto male si proponga e di quanto bassa sia la sua comunicazione rispetto ai più alti e rispettabili propositi che vogliono affermare.

la sera esco sotto la pioggia a portare tre sacchi di immondizia prodotti per pasqua fino al cassonetto che sta di fronte alla pineta. Deve essere saltata la luce nei vialetti e tutto è nero, là dentro, fa più paura del solito e mi immagino le facce sui manifesti un po’ preoccupate.

zoismi_l’iniziale

quando hai due figlie tutto si raddoppia e ognuna difende coi denti la proprietà.
Per evitare continue liti bisogna poter riconoscere quello che è dell’una e dell’altra, è tutto firmato, dai giochi agli accessori.
Qualche giorno fa abbiamo comprato delle borracce (tipo quelle da sport) per sancire l’abbandono dei biberon e sotto una, per riconoscerla dall’altra, ho fatto una grande “A” nera col pennarello, zoe la prende in mano e dice: “ehi, ma perché sotto la mia non c’è la “ZO”?” 

zoismi_ai spic random

la zoe: “mummy sei molto chic”
“E io?” le chiedo
“Te sei molto shopping”

barriere e controsensi

marco mi scrive e mi manda tre foto e molti spunti di riflessione

sono senza parole,
ma di parole ne avrei molte per cominciare a parlare
delle barriere architettoniche tolte da dove non ci sono (via Leonardo Da Vinci)
e messe invece  dove non dovrebbero esserci…

Le sue foto rendono l’idea della stupefacente mancanza di senso dietro molte scelte che influenzano (nel male) il nostro vivere quotidiano: da quelle decisioni che nell’arco di un’amministrazione si sedimentano via via a creare un disagio (che sarà poi da riarginare) fino alle azioni comunicative più elementari di un candidato politico, che poi è l’attuale assessore all’urbanistica che, vedi la prima foto, per promuovere la sua candidatura a sindaco, piazza il suo bel faccione sorridente su un camion parcheggiato in quella maniera sulla rotonda del Ponte di Pisa, crea uno splendido esempio di quelle barriere architettoniche che tanto ha (ho/abbiamo) speso per limitare.


barriere architettoniche attentamente posizionate in prossimità dell’attraversamento pedonale per stimolare la circolazione degli arti inferiori dei passanti in prossimità del cavalcavia.

L’attraversamento pedonale parte da un’aiuola e termina contro la faccia dell’assessore.

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